Il telefono vibra: ho ricevuto un messaggio da Miriam.
“E adesso cosa facciamo?”
Il governo ha appena deciso per un nuovo lockdown.
Questo significa chiusura della nostra Scuola, ma anche di tutte le sedi dei nostri affiliati in franchising.
Un bel casino, davvero.
Un terremoto.
Peggio di una guerra.
Questo è quello che è successo la mattina del 10 Marzo 2020.
Ricordo di essere rimasto lì, con il telefono in una mano e la tazzina del caffè nell’altra, a guardare fuori dalla finestra, incapace di formulare un solo pensiero.
In quel preciso momento tutto il mio mondo pare dissolversi di colpo in uno scenario surreale, e con lui le vite di tutte le persone che vivono del nostro lavoro.
Per la prima volta nella mia vita mi sento davvero con il culo per terra.
Passata qualche ora per capire da che parte dovevo girarmi, sono tornato sul pezzo già dal giorno dopo e ho organizzato
immediatamente una riunione in video call.
Definire i punti fermi e decidere contromisure e comportamenti con cui affrontare una situazione mai vista in passato era la priorità.
Durante questi confronti virtuali un pò comici, con i partecipanti che si collegavano dalla cucina, in tuta, e a volte in pigiama, cominciano a delinearsi i contorni di un’idea astratta.
Sembra un progetto fantascientifico, senza speranze e irrealizzabile, soprattutto in un settore ultra inflazionato come quello dei corsi online.
Eppure pian piano quell’idea prende forma e cominciamo a crederci.
Certo, non si tratta solo di “provarci”.
Servono risorse e soldi – tanti – per sostenere adeguatamente il progetto.
Mentre mi alleno in giardino mi vengono in mente le parole di Frank: “La qualità più importante per un imprenditore è il coraggio”.
Mi sento meglio.
Entro in casa e metto giù una lista su un foglio di carta.

• Action plan

• Strategia

• Posizionamento

• Copywriting

• Funnel online

Decido di partire a tutta forza. Con i ragazzi del team iniziamo a lavorare da remoto partendo dagli orari di lavoro 8,30 – 18.00, ma alla sera ognuno di noi prosegue fino all’ora di andare a dormire.
il 26 Ottobre 2020, 6 mesi dopo, il suo concepimento concettuale, mentre sui social la gente litiga, nasce il nostro progetto online.
Nasce nel senso che proprio in quel giorno viene commercializzato e ufficialmente presentato sul mercato.
FINE DELLA PRIMA PARTE DELLA STORIA E INIZIO DELLA SECONDA …
Siamo ai giorni nostri.
Il 15 Ottobre assumeremo altre 2 persone che si dedicheranno full time a ciò che ora non è un più solo un progetto, ma una start up che produce utili e opportunità di lavoro.
Ad oggi più di 650 persone in tutta Italia hanno acquistato il nostro prodotto e sono clienti soddisfatti.
Le nostre sedi in presenza hanno ripreso l’attività con numeri entusiasmanti e sono passate dalle 63 pre-crisi alle 82 attuali.
Ovviamente non sappiamo cosa accadrà nei prossimi mesi, nessuno lo sa.
Però c’è una lezione molto importante alla base.
Differenziare, costruire aree strategiche di competenze diverse e costruire nuovi business partendo dalle proprie risorse, dall’intelligenza e dalla cultura deve essere una priorità di ogni imprenditore.
Il covid è stata una crisi che ha obbligato molti imprenditori a rivoluzionare il proprio modello. Per altri invece è stata una conferma della strada intrapresa.
Di questo pezzo di merda di covid ho imparato altre due cose:
1) O hai a fianco un team pronto a dare un braccio per te, e per cui TU sei pronto a dare un braccio, oppure muori. Le persone con cui lavori non devono avere le stesse competenze (anzi) ma devono condividere la stessa mentalità e la stessa fame di rivalsa, altrimenti è meglio lasciar perdere.
2) Se sei disposto a studiare ogni giorno e ad imparare nuove skills, anche a 50 anni, come me, puoi rialzarti da qualsiasi condizione.
Anche se ti lasciano in mutande in mezzo al deserto.
Che è poi quello che è successo a noi.
Ci siamo trovati in mutande in mezzo al deserto. Però in quel deserto abbiamo saputo costruire una casa.